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La bella di matematica

Alessandro Cecconato

La bella di matematica

Santi Quaranta

Sinossi

Una vis comica leggera, ma permanente, attraversa il racconto lungo di questo diciottenne scrittore, una vera rivelazione. Alessandro Cecconato disegna in La bella di matematica, con bravura e capacità chiaroscurali, la figura di Alda Adda professoressa di matematica: l’Impreparata abissale che tortura gli allievi e si fa torturare, carnefice e vittima allo stesso tempo. Questa donna, che si rivelerà in tutta la sua personalità alla fine del romanzo, è una creatura dolorante, impedita soprattutto a causa della disumanità del marito.

Recensioni

Martina Viglione

Liceo Linguistico Vasco Mondovì, classe 3^ Esabac

“Sceglinato e la matematica”

Durante la nostra carriera scolastica, ognuno di noi ha sicuramente dovuto fare i conti con il Professore, il protagonista dei nostri incubi di un intero anno scolastico, colui o colei che,a turno, ci hanno fatto sperimentare tutte le pene dell’Inferno.

Per questo motivo il giovane Cecconato in “La bella di matematica”  racconta l’esperienza di Paolo Ceglinato, studente, che frequenta il Liceo Classico e la sua “lotta” con la professoressa di matematica Alda Adda.

Sarà per il rapporto instauratosi con l’alunno, sarà a causa della materia solitamente poco amata dagli alunni del Liceo Classico, in ogni caso “La Adda” viene descritta orribilmente anche per quanto riguarda l’aspetto: alta poco più di un metro, testa particolarmente piccola “condita” da capelli mossi e crespi, enorme naso e ricordata soprattutto per il suo accento, un misto di napoletano, trevigiano e romano. 

Ma quel che più fa impazzire il povero “Sceglinato”,così viene chiamato dalla professoressa, è l’inspiegabile ignoranza per quel che riguarda la sua materia: vada se piovono insufficienze da una docente che la conosce bene, non la si coglie mai in fallo (ahimè) e, nonostante i voti poco soddisfacenti, riesce comunque a fare amare la materia agli studenti. Ma quando si tratta di un’insegnante come la Adda,ignorante e che prepara le verifiche pensando già alla felicità che proverà a scrivervi sopra un 3 a caratteri cubitali, anche se  lei  non è in grado di risolvere i problemi assegnati, i brutti voti a fine quadrimestre non sono per nulla accettati da Ceglinato. Ma la Adda ha “il coltello dalla parte del manico” e sabotaggi ed escamotages non sortiscono risultati e non bastano a sfuggire alle sue grinfie.

Si scopre però che l’atteggiamento della donna muta quando la si vede fuori dalle  mura  scolastiche,infatti, per strada o in gelateria la Adda appare una creatura in pena, sottomessa ai voleri e allo scherno di un uomo oscuro e misterioso. Forse la crudeltà della professoressa  è una maniera per nascondere le sue debolezze e sfogare tutta la rabbia contro qualcuno che può dominare.

Per mezzo di un linguaggio vivace, che fa trapelare la giovane età dell’autore, ma allo stesso tempo chiaro e che non risparmia giudizi, Cecconato fa rivivere al lettore la sua esperienza in una scuola, in una piccola città veneta in cui, come si afferma nel racconto, “poco o nulla è normale”.

Umberto Beccaria

Liceo Scientifico Mondovì, classe 4^C

“La brutta di matematica”

Il romanzo è ambientato in un paese immaginario, molto somigliante però a Treviso, e le vicende si dipanano in un Liceo Classico. La protagonista principale del racconto è Alda Adda, professoressa terribile, perfida, acida e sotto certi aspetti anche vendicativa. La trama si sviluppa attraverso le molteplici avventure della classe e le vere e proprie “battaglie” tra i ragazzi e la professoressa. Dopo accese discussioni, note, brutti voti si arriva a scoprire che il motivo di tale crudeltà da parte della professoressa Adda deriva dal suo difficile rapporto con il marito. In chiusura del romanzo, infatti, lei decide di abbandonare definitivamente il marito e si lascia andare in comportamenti mai visti prima, mostrando finalmente il lato buono che c’è in lei.
Chi nella sua vita scolastica non ha mai avuto una professoressa perfida, vendicativa e per di più impreparata? Purtroppo  tanti studenti  appartenenti ad ogni generazione. Il giovane narratore, ispirandosi liberamente alle caratteristiche negative dei professori incontrati nei suoi anni di studio, ha creato uno stereotipo che comprende un po’ tutti i tipi di comportamento da parte degli insegnanti. Ne è venuto fuori un ritratto ben riuscito sulla scuola di ieri e di oggi, con pregi e difetti. Nonostante il romanzo sia gradevole e il linguaggio scorrevole , in alcuni passaggi la trama pare a volte scontata o inconsistente, forse perché i pensieri contenuti sono facilmente condivisibili e paiono analoghi a quelli vissuti  da noi studenti. Noi soltanto, infatti, possiamo immedesimarci in ciò che racconta l’autore e comprendere fino in fondo le dinamiche di una classe.
 Alessandro Cecconato inventa questa figura terribile e temibile della professoressa, carente dal punto di vista disciplinare e didattico, frustrata e perciò capace solo di terrorizzare i suoi allievi e metterli in difficoltà  assegnando voti in base a simpatie e pregiudizi. Tuttavia l’autore propone una sorta di giustificazione per il comportamento dell’insegnante  facendo comprendere al lettore che i docenti sono persone con una vita privata che talvolta può influenzare i comportamenti scolastici, anche se non dovrebbe.  Nonostante ciò il finale pare un po’ troppo frettoloso e quasi incompiuto.

Chiara Mana

Liceo Scientifico G. Vasco Mondovì, 5C

«Perché capito cosa sia una tragedia, bisogna anche tener conto di una regola che le è propria: tanto più l’inizio è buono tanto più terribile sarà la fine. Beh, sappia il lettore che il mio fu un inizio idilliaco»

Paolo è uno studente del Liceo Classico e come suggerisce la scelta dell’indirizzo la Matematica non è il suo primo amore ne è la passione dei suoi compagni di classe.  Il rapporto con la nuova insegnate di Matematica, Alda Adda,  appare sin dal principio complicato: la “bella di matematica”, questo il soprannome immediatamente coniato dagli studenti, è la classica professoressa incapace e ignorante che tuttavia non vuole ammettere le sue mancanze e pretende di avere ragione anche quando è conscia d’essere nel torto, sfoga sugli studenti la frustrazione per la propria tutt’altro che felice vita coniugale. Il romanzo si articola in una serie di episodi narrati in prima persona dal protagonista che descrivono il difficile rapporto di Paolo e della sua classe con la bislacca e lunatica professoressa Adda e la loro costante lotta all’ultimo sangue per ottenere la sufficienza.

Il punto di forza de La bella di matematica non è la trama in sé, che non costituisce una novità,soprattutto per noi “vecchi”studenti, ma la scelta dello stile e del linguaggio utilizzati per svilupparla. Quale cosa infatti è più naturale per un ragazzo che decide di cimentarsi nella scrittura di un romanzo dello scrivere della propria quotidiana esperienza?  Alessandro Cecconato riesce attraverso un linguaggio fresco ed immediato, semplice alla lettura, colorito da una buona dose di sottile ironia a rendere più che realistici i personaggi. Leggendo questo breve romanzo pare di essere circondati dai propri compagni di classe, catapultati in situazioni che prima o poi ogni studente si trova, purtroppo, a vivere. Alcuni passaggi del libro sono così verosimili da far scattare nel lettore dei dejà vu.

Romanzo caldamente consigliato sia agli studenti, che in esso possono ritrovare la propria quotidiana esperienza,agli insegnanti…e a coloro che studenti ormai non sono più,ma che possono sorridere grazie alle avventure e disavventure del protagonista ripensando alle proprie passate esperienze.

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