Cate, io
Matteo Cellini
Cate, io
Fazi
Sinossi
“Ci sono guerre che non hanno tregua, eroi senza fanfare. Caterina è una di questi: una veterana di diciassette anni, che comincia la lotta ogni mattina, entrando nella tortura dei vestiti. Perché Caterina è obesa, e l’unica normalità che conosce è tra le mura di casa, in una famiglia di obesi. La sua identità scompare a contatto con il resto del mondo, perché fuori l’unico modo di sopravvivere è diventare Cate, la supereroina ferocemente autoironica il cui potere è quello di “essere il paragone che salva”: nessuna è più brutta, più grassa o più sola di lei. Caterina va a testa alta per il mondo ostile: attraversa le selve dei soprannomi, si veste del desiderio di essere invisibile, rifiuta la pietà degli altri. Il suo posto nel mondo è gravato dalla sproporzione, ma la sua scialuppa di salvataggio è l’intelligenza, la sua arma il sarcasmo con cui anticipa su di sé il giudizio degli altri per anestetizzarlo prima che colpisca duro.
Recensioni
Enrica Abbona
Liceo Linguistico Vasco Mondovì, 4^Esabac
“Per fare me hanno impiegato più pongo che per fare te. Però siamo uguali.”…
… Questo pensa Cate, protagonista del primo romanzo di Matteo Cellini, nato a Urbino e professore di lettere nella scuola media, pubblicato dalla casa editrice Fabri editore. Cate ha 17 anni e convive con un enorme problema psicologico, condizionato dal suo aspetto fisico. Tutta la sua famiglia è in sovrappeso, ma a differenza di Cate, quello che lei vede come un “problema” non influenza la vita dei suoi fratelli. Il suo rifugio preferito è casa sua, dove può rimanere se stessa senza timore, ma ogni volta che esce di casa si trasforma in un essere senza nome che si estranea dal mondo, che vede ciò che vuole vedere, che immagina o mette in bocca alle persone che gli stanno accanto parole spregevoli nei suoi confronti o finti giudizi. A causa di questa esagerata immaginazione Cate si chiude sempre più in se stessa, cercando di essere impeccabile nello studio per avere soltanto un punto debole: il suo fisico. Comincia, così, a respingere tutti i tentativi di amicizia e a posticipare la data del suo diciottesimo compleanno poiché teme di non reggere tutti gli sguardi di quel giorno e tutti quei giudizi bisbigliati dagli invitati. Arriva a far di tutto pur di annullare l’evento, le sue stesse paure la fanno fare cose mai pensate, solo quando arriverà a toccar il fondo, capirà che l’unica cosa che la può salvare è l’amicizia. Cate pensa spesso, riflette ma più volte i suoi pensieri diventano così contorti che, alla fine, si perde il filo del discorso. Inoltre, la mancanza di dialogo in alcune parti rende la narrazione lenta e pesante. Personalmente ho trovato la storia poco interessante, anche se il tema affrontato è molto delicato e attuale. Il finale, poi, è alquanto scontato.
Lorenza Chiera
Liceo Scientifico G. Vasco Mondovi, 5C
«Io come un meno davanti a tutte le mie idee»
È in un mondo chiuso che gira intorno al cibo che Caterina, detta Cate, l’eroina del romanzo, cresce con mille domande e paranoie. Tutto sembra diverso una volta uscita dalla porta di casa: gli occhi di chi la osserva passare tradiscono lo scherno, le loro bocche distorte in smorfie di disprezzo, gli sguardi d’intesa scambiati dai ragazzi e le parole dette e non dette sottovoce… Cate diventa così Cate-Ciccia, si chiude in se stessa fino al suo ritorno a casa. A scuola siede in un banco in fondo all’aula che non viene mai notato, solo Anna L’Annoievole e poi Giacomo tentano di attaccare discorso chiedendole consigli, informazioni e pettegolezzi. Solo grazie alla professoressa Mazzantini e all’implacabile Anna Cate decide di aprire gli occhi e liberare la mente dai pregiudizi e dalle cattiverie. Dopo un disperato tentativo di porre fine ad un’esistenza da lei ritenuta ignobile ed inutile, Cate scopre i trucchi per migliorare la sua vita e la storia dal fratello Gionata, dal quale prende spunto per mettere in atto la sua rinascita. Ce la mette tutta e capisce che non deve lasciar scappare amici come Anna e Giacomo perché potrebbero essere i fari-guida per il suo difficile cammino,infatti,sono loro che la aiutano a credere in se stessa nel momento del bisogno ed è insieme a loro che vuole trascorrere l’adolescenza.
Con un linguaggio diretto e chiaro l’autore proietta il lettore direttamente nella mente di Caterina, si riesce così a cogliere ogni suo ragionamento e pare quasi di crescere insieme a lei. Ogni frase, ogni pensiero viene condiviso con il lettore che si lega a tal punto con Cate da iniziare a pensare nello stesso modo, ad essere condizionato da lei.
Cate, all’alba dei suoi diciott’anni, riscopre un senso nella propria vita e finalmente riesce a cancellare ogni traccia delle sue teorie sulle non-persone, ovvero le persone obese, e cominciare a vivere realmente. La lettura è scorrevole e piacevole,diventa un rifugio in cui nascondersi come accade a Cate-Ciccia.
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