La bambina sputafuoco
Giulia Binando Melis
La bambina sputafuoco
Garzanti
Sinossi
Io mi chiamo Mina e mi piacciono molte cose: denti di leone, tonno in scatola, libri, ricotta, lucciole e soprattutto i draghi, e le fiamme che escono dalla loro bocca. I draghi nessuno li uccide, sono fortissimi e per questo io mi sento una di loro, infatti la prima volta che ho visto Lorenzo non mi sono neanche spaventata. Lui era infuriato, urlava forte e mi ha lanciato un’occhiataccia. Ma io lo so che era solo molto arrabbiato, come me. Stare qui non ci piace per niente e questo è stato un ottimo motivo per diventare amici. Insieme facciamo sul serio. Siamo davvero due brutti ceffi e di fronte a noi se la danno tutti a gambe, perfino la paura. Il nostro mondo ha le regole che abbiamo deciso: ci sono mostri dentro i laghi, gnomi che aspettano il diploma di magia, gocce d’acqua che diventano animali fantastici e licantropi che esistono davvero. Chi non ci crede noi non lo ascoltiamo perché nonostante quello che dicono gli adulti, questa non è immaginazione. Questa è la realtà. Quella migliore per mettere a punto il nostro piano segreto. Un piano di fuga coi fiocchi. Perché io e Lorenzo dobbiamo scappare. Andarcene via dall’ospedale dentro cui viviamo ormai da troppo tempo e raggiungere il mondo fuori. Perché quando rivedremo il cielo, ogni cosa cambierà. Perché quando siamo insieme non ci batte nessuno.
Ci sono esordi che risuonano nel cuore di chi li legge per molto tempo. È così per La bambina sputa fuoco. Noi siamo Mina quando ascoltiamo il bambino che abbiamo dentro. Quando lasciamo che la fantasia ci faccia da guida. Quando ci fidiamo di un’amicizia vera, che non ci fa sentire soli. Tratto dall’esperienza dell’autrice, è un romanzo che insegna come il potere dell’immaginazione possa tirarci sempre fuori dai guai.
Recensioni
Caterina Peano
Liceo De Amicis di Cuneo, classe 3H
Mi è piaciuta molto la trama e le descrizioni sempre dettagliate. Sono stata travolta dalla forza della protagonista e dal carattere sempre preciso di ogni personaggio. L’unica difficoltà che ho riscontrato nella lettura è la continua presenza di ricordi e flashback. Sono utili per arricchire la storia e renderla più coinvolgente, ma in alcuni punti creano un po’ di confusione.
Iris Lavalle
Liceo De Amicis di Cuneo, classe 3H
La trama è molto interessante, i temi che tratta sono ben approfonditi e spiegati adeguatamente. Lo stile di scrittura dell’autrice è scorrevole e coinvolgente. I personaggi sono ben definiti: ognuno ha un carattere preciso e, nel corso della lettura, si riesce a conoscerli approfonditamente. Il finale è un po’ confuso, ma comunque comprensibile.
Chiara Comba
Liceo De Amicis di Cuneo, classe 2H
Il libro mi è piaciuto soprattutto perché è una lettura scorrevole e piacevole. L’autrice scrive parlando della bambina che ancora oggi vive dentro di lei. Mi sono piaciuti i discorsi diretti che si susseguono in modo naturale alla parte narrativa. Il tema centrale è l’amicizia nata tra Mina e Lorenzo all’interno delle mura dell’ospedale, insieme riescono ad affrontare quel luogo che può sembrare spaventoso.
Francesca Gerardo
Liceo De Amicis di Cuneo, classe 3H
Ho trovato questo libro dolce e tenero, capace di trattare temi delicati con accuratezza e leggerezza. In alcune parti però non troppo scorrevole e un po’ ripetitivo.
Silvia Argilosa
Liceo De Amicis di Cuneo, classe 3H
Non è il genere di libro che leggo di solito, ma lo stile di scrittura è molto semplice e scorrevole. L’autrice prende il punto di vista di una bambina, senza le influenze negative degli adulti. La semplicità e la dolcezza della narrazione sono qualcosa di disarmante e il punto di forza di questo libro.
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